Il sorpasso delle rinnovabili sulle inquinanti.

rai3 del 20\4\18 ha citato il dato degli investimenti mondiali in centrali rinnovabili attestato su 160 miliardi di dollari, rispetto ai 103 delle convenzionali. Confermando le proiezioni di inizio anno sulle prospettive future del settore.

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La plastica è dovunque, anche in noi!

LA PLASTICA NON SCOMPARE, DIVENTA SOLO Più PICCOLA. In un video di Orbmedia la disastrosa diffusione in microparticelle della plastica dovunque e in particolare nell’acqua del pianeta. E’ in inglese ma le immagini sono esaurienti.

https://orbmedia.org/stories/Invisibles_plastics

plastica dovunque

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Qui si annega nella plastica

plastica in mare 2Dai e dai il problema dell’inquinamento da plastica trova finalmente spazio nella grande comunicazione.

Oggi sul supplemento IoDonna del Corriere del 27 gennaio 2018 un articolo dal titolo “Qui si annega nella plastica” non permette più di girare la testa dall’altra parte. A nessuno. 

http://www.vasroma.it/qui-si-annega-nella-plastica/

plastica in marePurtroppo nell’articolo di Sara Moraca emergono le solite illusioni che sarà la tecnologia a salvarci e non la semplice eliminazione della plastica dalla nostra vita, mentre ancora vengono espressi dubbi sulla nocività dell’ingestione della plastica tramite la catena alimentare e cioè che non è provata la nocività dei cosiddetti  interferenti ormonali.

Ma su questi temi la gente non è facilmente raggirabile.

 

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Michael Pollan su “Microbiota e allattamento”

microbiota e allattamento“Per anni i nutrizionisti erano rimasti sconcertati nel constatare, nel latte, la presenza di alcuni oligosaccaridi, ovvero di carboidrati complessi che il neonato non è in grado di digerire, non disponendo degli enzimi necessari. La teoria evolutiva sostiene che ciascun componente del latte materno debba avere un valore per il bambino, altrimenti la selezione naturale con ogni probabilità lo eliminerebbe in quanto investimento improprio delle preziose risorse della madre. Ma allora perché produrre nutrienti che il piccolo non è in grado di metabolizzare? E’ emerso che gli oligosaccaridi si trovano nel latte non per nutrire il bambino, bensì alcuni microbi residenti nel suo intestino: la presenza di queste sostanze nella dieta assicura che nell’intestino proliferino e si insedino le specie batteriche ottimali – in particolare Bifidobacterium infantis -, prima che vi prendano piede personaggi meno raccomandabili.” (dal capitolo sulla fermentazione p.352 in “Cotto” di Michael Pollan)

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La posta in gioco è alta: il nostro futuro.

Può sembrare che parlare di tecnologia ed economia non riguardi l’ecologia.

Negli ultimi anni nel mondo occidentale sono stati installati un miliardo e mezzo di sensori in case, tv, auto apparecchi elettronici. ecc. a cui ci colleghiamo più o meno consapevolmente.

Ma ad ascoltare l’appassionata lezione del prof. Ugo Mattei, professore di diritto internazionale comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm Professor of International and Comparative Law, e professore di diritto civile all’Università di Torino, si viene presi minuto dopo minuto dalla vertigine di saperne di più e dalla contezza che si tratta di temi ineludibili per ciascuno di noi.

Si parla del mondo che si sta preparando con riferimenti del tutto diversi, in termini di diritto e diritti, da quelli abituali per noi europei, e verso i quali è indispensabile maturare una nuova consapevolezza.

Non si tratta di complottismo, ma di qualcosa che sta già accadendo sotto i nostri occhi, e di cui possiamo fare verifica diretta.

Ed essere preparati a quella che si configura come una nuova frontiera, nel  senso più inquietante del termine.

 

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Wendell Berry. I poeti combattono con le poesie.

wendell berry

Una poesia da leggere di tanto in tanto. Per tenersi sulla giusta strada.

 

Manifesto del contadino impazzito

di Wendell Berry

Se amate il guadagno facile,

l’aumento annuale di stipendio,

le ferie pagate.

Se desiderate sempre più cose prefabbricate,

se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,

se avete paura di morire

allora nemmeno il vostro futuro

sarà più un mistero per il potere,

la vostra mente sarà perforata in una scheda

e messa via in un cassettino.

Quando vi vorranno far comprare qualcosa

vi chiameranno,

quando vi vorranno far morire per il profitto

ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico, ogni giorno,

fai qualcosa che non possa entrare nei loro calcoli.

Ama la Vita. Ama la Terra.

Ama qualcuno che non se lo merita.

Conta su quello che sei e riduci i tuoi bisogni.

Fai qualche piccolo lavoro gratuitamente.

Non ti fidare del governo, di nessun governo,

e abbraccia gli esseri umani,

nel tuo rapporto con ciascuno di loro

riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci

e loda questa ignoranza,

perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato

non ha distrutto.

Fai le domande che non hanno risposta.

Investi nel millennio.

Pianta sequoie.

Sostieni che il tuo raccolto principale

è la foresta che non hai piantato

e che non vivrai per sfruttare.

Afferma che le foglie quando si decompongono

diventano fertilità:

Chiama questo “profitto”.

Una profezia così si avvera sempre.

Poni la tua fiducia

nei cinque centimetri di humus

che si formeranno sotto gli alberi

ogni mille anni.

Metti l’orecchio vicino e ascolta

i bisbigli delle canzoni a venire.

Sii pieno di gioia,

nonostante tutto,

e sorridi,

il sorriso è incalcolabile.

Finché la donna non si svilisce nella corsa al potere,

ascolta la donna più dell’uomo.

Domandati:

questo potrà dar gioia alla donna

che è contenta di aspettare un bambino?

Quest’altro disturberà il sonno della donna

vicina a partorire?

Vai col tuo amore nei campi.

Stendetevi tranquilli all’ombra.

Posa il capo sul suo grembo

e vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.

Appena vedi che i generali e i politicanti

riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,

Lascialo come un segnale per indicare

la falsa traccia,

la via che non hai preso.

Sii come la volpe che lascia molte più tracce del necessario,

alcune nella direzione sbagliata.

Pratica la meditazione.

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Spreco di cibo. I più spreconi siamo noi consumatori!

Ci sono tre protagonisti dello spreco alimentare: la produzione, la distribuzione, il consumo. Le campagne finora si sono concentrate sia sull’apparato produttivo che su quello distributivo. Con un certo risultato. Gli sprechi in quei settori si stanno riducendo, o almeno vi sono organizzazioni o strutture che operano per contrastarli o contenerli, recuperando il cibo altrimenti destinato alla distruzione.

Il settore che risulta finora quasi inattaccabile è  il nostro frigorifero.

Si stima che il 25% del cibo che acquistiamo finisca in pattumiera.

Qualcuno si è sensibilizzato a questo problema ed ha cominciato ad agire.

fotoSelina Juul in Danimarca ha creato Stop SpildAfMad è il più grande movimento no profit danese contro lo spreco di cibo. Un movimento che ha avuto risultati straordinari, che si possono raggiungere razionalizzando i nostri comportamenti.

Al fine di far crescere la consapevolezza  dei consumatori  riguardo allo spreco, il Movimento organizza campagne di sensibilizzazione, dibattiti pubblici ed eventi di vario tipo per ridurre lo spreco alimentare.

Piccoli accorgimenti e grande attenzione possono azzerare i nostri sprechi, ed anche di risparmiare il tempo e il denaro che spendiamo per cibo che diverrà spazzatura. La buona gestione della nostra dispensa può aiutare a risolvere il problema della fame nel mondo e dell’inquinamento! SENSIBILMENTE possiamo cambiare il futuro del pianeta con questi piccoli gesti!

Scopriamo quali sono le trappole da evitare.

E’ abbastanza nota la differenza delle scritte che riguardano le scadenze: “consumare entro” per i prodotti freschi e “consumare PREFERIBILMENTE entro” per cibi conservati. In questo secondo caso il cibo è consumabile anche oltre la data indicata per più giorni o mesi a seconda del tipo di cibo, contano i nostri sensi (aspetto,sapore, ecc)

Mettere sempre il cibo davanti nel frigo e nella dispensa, il fondo del piano diminuisce la visibilità.

Non fate lista di ciò che vi serve,  ma fotografate frigo e dispensa per sapere cosa avete in casa.

Tracciate la storia del cibo sfuso (surgelate piccole porzioni ed  etichettatele).

Al supermercato usate cesti o  carrelli piccoli. Negli ultimi anni sono diventati sempre più  grandi.

Attenzione alle offerte sono super  trappole, ragionate sulla reale possibilità di consumare un tre per due.

Potendo scegliere comprate frutta o verdure meno perfette, costano meno e sono comunque buone.

Se aspettiamo  ospiti, o ci sono feste come Natale, Pasqua ecc. tendiamo a cucinare troppo, esagerando con le porzioni. Proviamo ad usare piatti un po’ più piccoli.

Gli avanzi è sono una vera  benedizione se li riutilizziamo o li condividiamo con i nostri vicini o amici.

NOI CONSUMATORI ABBIAMO IL POTERE DI CAMBIARE IL MONDO!

https://www.youtube.com/watch?v=5YzjBgl-v5g

foto

 

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Anticonsumismo consapevole: facciamocela noi la frittata.

Le strategie dell’industria alimentare non finiscono mai di sorprendermi. Per realizzare profitti esagerati grazie alla nostra dipendenza.

L’ultima chicca di questa tendenza reperibile nei supermercati è un preparato per frittata. Come testimoniano le foto si tratta di una busta di 30gr. che dichiara trionfalmente che “la Frittata è fatta”!preparato per frittata articolo

In realtà quei 30gr. contengono: fiocchi di patate 37% (patate 99%, emulsionante E471, stabilizzante E450i, antiossidanti : E304-E223(solfiti), spezie, correttore di acidità E330),  cipolla 33% (contiene solfiti), brodo vegetale (sale, estratto di lievito, farina di riso, cipolla, olio di girasole, aglio), porro 8%, prezzemolo.

Il tutto (o il poco) è disidratato, quindi bisogna aggiungere 100ml di acqua e per fare la frittata l’olio e … le uova.

Ora, per fare un soffritto di cipolla, con un pò di patata aggiunta , ci richiedono 1,56euro. Praticamente l’equivalente di un kilo di cipolle o di patate. In più riceviamo una buona dose di prodotti chimici conservanti, emulsionanti, ecc. Ma di quelli faremmo volentieri a meno…

preparato per frittata

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Il Bio oltre gli enti certificatori.

sistemi  garanzia partecipataIn ogni discussione sul biologico, nasce l’obiezione sulla validità delle certificazioni e degli enti certificatori.

Ormai però le dimensioni delle produzioni e del  mercato sono tali, nonché l’innovazione introdotta dagli strumenti informatici in chiave sociale, che ci consentono di  vedere prossima la nascita di modalità diverse di certificazione delle produzioni biologiche.

Si tratta di una modalità di certificazione diretta da parte dei consumatori, che è in corso di definizione da IFOAM, a sua volta ente di certificazione internazionale.

Cosa implica questa novità? Saranno i consumatori, referenti dei produttori da cui si riforniscono, a essere prime parti in causa nella verifica delle modalità produttive, costituendo delle commissioni di certificazione.

Si chiude così il cerchio della fiducia, che spesso attualmente costituisce la fonte di tanti dubbi nei consumatori.

Già oggi su questo progetto si possono costituire dei gruppi attivi. Però una cosa è certa devono essere i consumatori ad uscire da un atteggiamento di passività, che tanto spesso li rende facilmente raggirabili.

Nei link le specifiche del progetto IFOAM

http://www.ifoam.bio/sites/default/files/pgs_brochure_italian.pdf

e di un gruppo già operante in Toscana.

http://www.garanziapartecipata.it/index.html

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PER UN’AUTO DIVERSA. Non più status symbol, ma sopratutto condivisa.

Nasce un’altra opportunità di condivisione delle auto nella logica della sharing society.

La particolarità è costituita dal fatto che si tratta di una struttura informatica che gestisce le transazioni sostanzialmente tra privati, nata dopo alcuni tentativi infruttuosi pilotati da grandi aziende.

Cos’ha di diverso dal car sharing che conosciamo? O da BlaBlacar?

Si tratta di ottimizzare l’utilizzo delle auto, non offrendo solo passaggi , ma l’auto stessa per periodi brevi.

Se la mia auto è sempre in garage posso offrirla per il tempo in cui non la uso ad altre persone, prive di auto, per un corrispettivo decisamente più basso rispetto al noleggio.

La piattaforma applicativa, che gestisce il fenomeno, ricava una percentuale del 20% ed assicura la corretta gestione del rapporto, integrata anche della gestione dei feed back degli utenti, utili al controllo diretto del pubblico.

Una difficoltà (superata) è stata quella di trovare una formula compatibile con le leggi vigenti.

La formula è quella del ”rimborso spese per comodato d’uso”.

Lo scoglio maggiore (anche questo superato) è stato quello di trovare un contratto assicurativo (ed una  compagnia) che consentisse di coprire questo particolare rapporto.

Lorenzo Osti e Matteo Menarini, fondatori a Bologna di una neonata start-up, sono riusciti  nell’impresa.

La  loro società si chiama Auting ed è già attiva e funzionante a Milano. Provare per credere.

Altre esperienze analoghe negli Usa, in Germania e in Francia.

http://auting.it/come-funziona

auting

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