La sofferenza degli addetti nella macellazione industriale.

Quando parliamo di tematiche animaliste c’è un argomento che viene affrontato di rado: l’impatto emotivo sugli addetti alla macellazione industriale.

L’articolo di Le monde su Internazionale n.1167 “Lavorare nei mattatoi fa male alla salute” affronta questa tematica con testimonianze dirette. Un addetto alla macchina sgozzatrice di uno stabilimento dove si macellano 2500 maiali al giorno, afferma: “Io non sono un tipo sensibile. Mio nonno uccideva i maiali nella sua fattoria, ho già visto cose del genere. Ma farlo nella catena di montaggio è insopportabile. Sembra di essere in un campo di sterminio”. Oppure. “Questa non è vita. Siamo esseri umani, non selvaggi”. E ancora “Quando sto alla sgozzatrice non lo dico a nessuno. Neanche a mia moglie”.

Chi lavora nei macelli a contatto diretto con queste realtà è devastato da ciò che deve fare per trasformare un essere vivente in cibo asetticamente amorfo per le tavole dei carnivori. Le aziende hanno difficoltà a reperire il personale necessario, anche se non è richiesta particolare specializzazione. Sempre più spesso si ricorre a personale interinale, sovente costituito da immigrati. Un’analoga situazione veniva segnalata in Canada in gennaio in un articolo di Lifegate, di cui forniamo il link.

I tempi sono maturi e i fatti sono sotto gli occhi di tutti, se non giriamo la testa, per fare una passo di consapevolezza verso la compassione per gli animali ed evitare atti di crudeltà e di violenza nei loro confronti, quali avvengono negli allevamenti e nei macelli industriali. Anche per i lavoratori addetti a queste attività.

http://www.lifegate.it/persone/news/canada-nessuno-vuole-piu-lavorare-nei-macelli

macelli

Pubblicato in animalismo, mangiare, news, veg | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

L’IMPERO DEL MAIS (estratti da M.Pollan”il dilemma dell’onnivoro”)

L’IMPERO DEL MAIS (estratti da “il dilemma dell’onnivoro” di M.Pollan).

Così è sottotitolata la prima parte del libro su LA CATENA INDUSTRIALE. SlowFood ispirò a questo capitolo l’allestimento del suo stand  ad Expo. Perché il mais per svariate ragioni, che esamineremo in prossime “puntate”, è la coltivazione di gran lunga più diffusa al mondo.

E anche se non lo mangiamo direttamente ce ne nutriamo in modo indiretto: ma per il cibo industriale la sua composizione è così complessa da richiede l’indagine di un esperto, e Pollan lo è. Così verifica che l’industria dell’allevamento col mais nutre bovini, polli, maiali, pesci ecc. Quindi dal mais derivano latte, formaggi, uova. Non solo ma in una crocchetta di pollo provengono dal mais anche l’amido che fa da collante per l’impanatura, anch’essa di farina di mais. La frittura finale avviene ovviamente in olio di mais.

Se guardiamo alle bevande non va meglio, in quanto la maggior parte è dolcificata con uno sciroppo a base di mais: si chiama HFCS, high-fructose corn syrup. E si può trovare presente in “Termini come amido modificato, sciroppo di glucosio, maltodestrine, fruttosio cristallizzato, acido ascorbico, lecitina, destrosio, acido lattico, lisina, maltosio, HFCS, MSG, olio di semi vari, caramello, gomma xantana, ecc.” Lo troviamo anche in prodotti non alimentari come cosmetici, sacchi della spazzatura, pesticidi, additivi, imballaggi… per arrivare alla conclusione che:  «Se è vero che siamo quel che mangiamo, allora siamo mais».

A questo punto, qualcuno si potrà chiedere: “ok, ma qual è il problema?” . Analizzeremo nei prossimo articoli le argomentazioni di Pollan. Per ora limitiamoci a riflettere su qual è l’impatto per dimensioni di una simile monocultura, rispetto alla biodiversità, e quali squilibri ha consentito grazie alla sua produttività che lo ha imposto per la sua grande redditività. L’immagine riporta l’estensione delle coltivazioni nel mondo.mais nel mondo

Pubblicato in libri, mangiare, news, r-esistere | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Il forum “Città intelligenti contro l’inquinamento” di Air Quality Alliance

Senz’aria non possiamo sopravvivere che pochi minuti. Questo per ricordarci l’importanza che questo prezioso elemento riveste per tutti noi. Il 21 luglio 2016 gente in rappresentanza di tutti i continenti si è riunita  a Milano in un forum dal titolo “Città intelligenti contro l’inquinamento”. Al di là e al di sopra delle nazioni, delle etnie, delle religioni, delle ideologie l’emergenza ambientale ci può rendere concordi e solidali per affrontare questo problema che ci accomuna. Con questa manifestazione Air Quality Alliance, un’organizzazione internazionale che promuove la ricerca, le politiche e lo sviluppo di tecnologie per migliorare la qualità dell’aria, ha dato espressione a realtà protagoniste. Così abbiamo potuto raccogliere le testimonianze di Tabriz (Iran), Melbourne (Australia), San Pietroburgo (Russia), Città del Messico(Messico), Beijing (China) e Merano (Italia) esplorando le tematiche specifiche sia su piccola che su grande scala.

Sul fronte della tecnologia l’attenzione è stata focalizzata da Airlite,  una vernice in grado di assorbire con grande efficacia l’inquinamento. Un dato per capire: in un anno 10.000 m2 di Airlite eliminano 251 kg di NOx, mentre 10.000 m2 di alberi ad alto fusto riducono 223 mg di NOx, che equivalgono alla quantità di ossidi di azoto prodotti da 1800 autovetture. Inoltre ha anche ottime capacità sia antibatteriche che di isolamento termico.

Hanno parlato di Airlite anche le aziende che ne hanno entusiasticamente abbracciato l’utilizzo come Ikea, Unicredit, Banca Intesa, la catena di hotel Best Westen, tutti nella convinzione che la qualità dell’aria degli ambienti interni sia determinante per il nostro benessere. Spesso non consideriamo che l’inquinamento infatti è maggiore negli ambienti interni rispetto all’esterno.

Ikea ha lanciato una simpatica iniziativa per far conoscere questo prodotto innovativo: 21 artisti in 19 città italiane  hanno realizzato dei murales con queste vernici che assorbiranno l’inquinamento.

Si stima che a Milano ogni anno circa 5000 persone siano vittima di patologie legate all’inquinamento, che comunque ridurrebbe la vita di ogni milanese di circa undici mesi, dunque sviluppare strategie e tecnologie per contrastarlo, e diffonderle è importantissimo. E ci restituisce la speranza.

Pubblicato in bioarchitettura, cambiamento climatico, eventi, news, r-esistere | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Tampax, ecologia e parità di genere.

zanaQuest’argomento è di quelli che, per un malinteso senso del pudore, sono tabù. Tuttavia ha molti aspetti che impattano sia sulla salute delle donne, sia sulla loro condizione sociale, sia sull’ambiente.

Abigail Jones di Newsweek ha scritto un interessante articolo sul tema, ripreso da Internazionale n.1153  del 13\19 maggio 2016.

Occorre fare una distinzione rispetto alle tipologie di impatto se si tratta di paesi “occidentali” o di paesi “in via di sviluppo”.

Nel caso dei paesi occidentali la prima attenzione va al fatto che mediamente“…nell’arco della sua vita una donna ha un tampone inserito nella vagina per più di centomila ore. I tamponi possono contenere residui di erbicidi chimici…” dunque in condizioni che possono enormemente facilitarne l’assorbimento. Consideriamo che la coltivazione del cotone è quella che fa uso della maggior quantità di pesticidi al mondo.

Oltre a questo nei soli Stati Uniti “…ogni anno finiscono nelle discariche venti milioni tra applicatori, tamponi e assorbenti… “. Altro aspetto non secondario è la tassazione su questi prodotti, per un mercato globale che ha raggiunto i 30 miliardi di dollari. Nella maggior parte del mondo hanno un’imposta ordinaria, tipica dei beni superflui. Ma sarebbe più giusto fossero esenti o godessero della tassazione come beni di prima necessità. (Nel 2016 l’on.Civati ha presentato una proposta di legge per ridurre l’iva dal 22 al 4%). Nel mondo si sta comunque affermando una corrente di pensiero per l’assoluta gratuita dei presidi, in particolare per le fasce economicamente deboli (ad es. donne carcerate o senza tetto).

E qui spostiamo l’attenzione su ciò che accade nei paesi in via di sviluppo. Qui oltre alle suddette tematiche di ordine ecologico ed economico, se ne innestano altre di tipo socio-culturale che riguardano sia la parità di genere, sia le economie dei paesi.

Infatti oltre agli ostacoli economici che impediscono l’accesso a questi presidi, per antiche credenze in molti paesi il ciclo è una “maledizione”.  Ne consegue che le donne nella fatidica settimana sono come segregate dalla vita sociale normale, con grave pregiudizio delle cosiddette pari opportunità.

Ad es.in Kenya, primo paese al mondo ad avere eliminato le imposte sui prodotti legati al ciclo, si stima che: “…un milione di adolescenti perde fino a sei settimane di scuola all’anno a causa delle mestruazioni. Al momento della pubertà il numero delle ragazze che lasciano la scuola è il doppio di quello dei ragazzi.

Se ogni ragazza del Kenya finisse le superiori, nel corso della sua vita il pil del paese aumenterebbe del 46 per cento”dice Gina Reiss-Wilchins della ZanaAfrica foundation che fornisce ogni anno non solo assorbenti igienici, ma anche educazione alla salute sessuale a diecimila ragazze in tutto il paese. E aggiunge: “ Stiamo facendo una piccola rivoluzione silenziosa”. http://www.zanaafrica.org/

Pubblicato in leggere, news, r-esistere | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Ecologia è anche umanità viva.

E’ bello vivere in una città dove i poeti scrivono le loro poesie sui muri. Il ponte di ferro della ferrovia di Porta Genova da tempo è una sorta di galleria a cielo aperto. Oggi queste sono le nuove poesie, che poeti segreti donano alla città. Che grazie a loro vive il nuovo rinascimento.

poesia 2poesia 1poesia 3poesia 4

Pubblicato in amare milano, leggere, news, r-esistere, street art | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Agire social è ecologia applicata!

insegna panorama 2 interno 1 tea timeMilano è sempre più social, dunque sempre più ecologica. Centinaia di iniziative nascono in città all’insegna della condivisione, del risparmio e …dell’intelligenza. Oggi parliamo di un’iniziativa partita già da tempo, ma non per questo nota a tutti.

BRIChECO, nato del 2012 da una collaborazione tra Legambiente e Controprogetto, è “un laboratorio aperto dedicato a chi ha un progetto per la testa e vuole realizzarlo. A chi ha tempo e non ha soldi, a chi ha progetti  ma non ha spazio. A chi vuole stupirsi della propria manualità e sedersi su una sedia fatta da sé. A chi vuole realizzare qualcosa che non esiste. A chi non ama gli sprechi e lo sfruttamento ingiustificato delle risorse del pianeta. Al Geppetto e al Pinocchio che è in noi.”

E’ un’associazione che si trova in  via G. De Castillia, 26, in quella che i milanesi chiamano la nuova stecca (degli artigiani) al quartiere Isola.

Chi si iscrive può utilizzare nello spazio-falegnameria tutti gli utensili necessari per lavorare il legno, con l’assistenza volontaria di falegname-i esperte-i.  L’ambiente ed il clima dei rapporti tra le persone sono veramente della massima collaboratività ed amicizia. E ci può andare anche solo per bere un social the.  A fianco anche l’officina per le bici. Orari di apertura limitati al mercoledì e al sabato dalle 15 alle 19 ed anche dalle 21 alle 24. A volte i volontari aprono anche in altri giorni ma è da verificare. bricheco.org

P.S. se avete legno di cui volete disfarvi, ma ancora utilizzabile, portatelo qui. Sicuramente qualcuno lo utilizzerà! :-)

Pubblicato in amare milano, bioarchitettura, buone notizie, news, r-esistere | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Buone notizie! il bio entra Piano Strategico Nazionale.

foto fbRiportiamo l’articolo dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica che segna un punto di svolta nella storia del riconoscimento delle pratiche agroecologiche, e nel contempo della rilevanza economica di questo fenomeno. L’articolo contiene anche il link per scaricare integralmente il piano, di cui anticipiamo i 10 punti salienti:

AZIONE 1 – BIOLOGICO NEI PIANI DI SVILUPPO RURALE – Uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’agricoltura bio prevista dai PSR tra le diverse Regioni italiane. Indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai PSR. Particolare attenzione viene data alla formazione specifica per diffondere l’approccio agro-ecologico.

AZIONE 2 – POLITICHE DI FILIERA – Favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, trasformazione, distribuzione e commercio attraverso la realizzazione di specifiche forme associative.

AZIONE 3 – BIOLOGICO MADE IN ITALY E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE – Valutare l’opportunità dell’introduzione di un segno distintivo e promuovere il bio Made in Italy attraverso il piano di internazionalizzazione dell’agro-alimentare. Sviluppare campagne di informazione specifiche per l’agricoltura biologica, utilizzando anche il web.

AZIONE 4 – BIOLOGICO E GREEN PUBLIC PROCUREMENT – Stimolare l’utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, e l’applicazione del metodo biologico anche nella gestione del verde delle aree pubbliche.

AZIONE 5 – SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA SUL BIOLOGICO – Favorire la semplificazione della normativa di settore, anche sulla base delle novità legislative Ue, attraverso il coinvolgimento delle Amministrazioni regionali.

AZIONE 6 – FORMAZIONE, INFORMAZIONE E TRASPARENZA – Istituzione di percorsi formativi sull’agricoltura biologica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori. Rafforzamento dei servizi del SINAB per migliorare la disponibilità di informazioni relative al settore.

AZIONE 7 – BIOLOGICO PAPER LESS – INFORMATIZZAZIONE – Sviluppare il SIB – Sistema di Informazione del Biologico, in linea con quanto previsto dal Piano Agricoltura 2.0, per favorire la connessione con le altre banche dati utili per il settore con l’obiettivo di semplificare le procedure a carico degli operatori.

AZIONE 8 – REVISIONE NORMATIVA SUI CONTROLLI (D.LGS 220/95) –  Migliorare l’efficacia del sistema di controllo e certificazione in Italia a garanzia delle imprese biologiche e dei consumatori.

AZIONE 9 CONTROLLO ALLE IMPORTAZIONI  – Intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’utilizzo di strumenti informatici evoluti per favorire un rapido scambio di informazioni.

AZIONE 10 – PIANO PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA BIOLOGICA – Predisposizione di un piano nazionale per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica. Costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, con gli enti vigilati dal Mipaaf, ed il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore.

Nel generale panorama di crescita, le maggiori criticità risultano ancora nel settore distributivo dove, a nostro avviso, non si è creata ancora una modalità congrua allo specifico biologico, se non quella della biodiversità.

 http://www.agricolturabiodinamica.it/2016-21-aprile-la-biodinamica-nel-piano-strategico-nazionale-per-il-biologico/

Pubblicato in coltivare, expo oltre, news, r-esistere | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Latte si o latte no? I risultati di una nuova ricerca.

latteUn significativo punto a favore del latte-no è segnato da una ricerca pubblicata  British Medical Journal a fine 2014.

La ricerca condotta presso l’università svedese di Uppsala dall’equipe del prof. Karl Michaëlsson, è stata elaborata su un campione di 61 433 donne (39-74 di età nel periodo 1987-90) e uno di 45 339 uomini (45-79 years nel 1997).

Pur nella formula di circostanza finale di assumerne con cautela i risultati, le conclusioni della ricerca (riportata in allegato)  esprimono un possibile effetto addirittura opposto riguardo l’efficacia dell’assunzione di latte per la contrastare le fratture, mentre sicuramente non registrano nessun vantaggio. E’ stato registrato cioè nelle donne che bevono latte un aumento delle fratture.

Viene inoltre riscontrato in chi ha assunto latte una associazione positiva con un biomarker dello stress ossidativo (urine 8-iso-PGF2α) ed uno dei pricipali  biomarker infiammatori (serum interleukin 6).  In parole povere bere latte fa male.

Senza nulla togliere a quanto il latte e derivati abbiano contribuito alla sopravvivenza dell’umanità in tempi di fame e povertà, oggi possiamo considerare questo nutrimento nella sua specificità di alimento per neonati, pensato dalla natura per cuccioli (in questo caso bovini) con tutte le esigenze di accrescimento connesse diverse dalle nostre e che mal si adegua a quelle di un organismo adulto.

L’articolo del BMJ in originale http://www.bmj.com/content/349/bmj.g6015

Di più sul BMJ http://www.pensiero.it/strumenti/pdf/bmj.pdf

Di più sul prof. Karl Michaëlsson https://www.researchgate.net/profile/Karl_Michaelsson

Pubblicato in mangiare, news, r-esistere, ricerche | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Berta Càceres, martire per la Madre Terra.

Berta Càceres, premio Goldman 2015 per la sua attività in difesa del Rio Blanco e dei diritti del  popolo Lenca, ha subito il martirio  per il suo impegno.

Fondatrice del  COPINH (Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras), un’associazione dedicata alla difesa dell’ambiente e, in particolare, dei fiumi, che la tradizione Lenca considera sacri, animati da forze spirituali, si era impegnata contro un progetto di costruzione di una diga sul fiume Gualcarque.

Schierata contro  poteri forti, in precedenza era stata accusata di terrorismo, arrestata e perseguitata giuridicamente dal governo. Aveva difeso i diritti delle popolazioni dell’Honduras di fronte alla Corte europea di Strasburgo, alla Banca Mondiale e anche in Vaticano.

Per ricordarla, o per conoscerla, niente di meglio che il suo discorso di accettazione del premio Goldman, che suona come una profezia e da cui estrapoliamo il suo incitamento accorato: “Svegliamoci! Svegliamoci, umanità! Non c’è più tempo!”

Segue la traduzione del suo discorso.

“Grazie alla famiglia Goldman. Nella nostra visione del cosmo siamo esseri usciti dalla Terra, dall’acqua e dal mais. Come popolo Lenca, siamo custodi ancestrali dei fiumi, protetti a nostra volta dagli spiriti delle ninas, che ci insegnano che dare le nostre vite in vari modi per la difesa dei fiumi è dare la vita per il benessere dell’umanità e di questo pianeta. COPINH, camminando con il popolo per la sua emancipazione, conferma l’impegno a proteggere le acque, i fiumi, i nostri beni comuni e la natura in generale, come diritto in quanto popolo. Svegliamoci! Svegliamoci, umanità! Non c’è più tempo! Le nostre coscienze saranno scosse dalla sola contemplazione dell’autodistruzione dalla depredazione capitalista, razzista e patriarcale. Il Rio Gualcarque ci ha chiamati, così come gli altri fiumi che sono gravemente minacciati in tutto il mondo. Dobbiamo rispondere al loro richiamo. La Madre Terra militarizzata, imprigionata, avvelenata, dove sono violati sistematicamente diritti elementari  ci chiede di agire. Costruiamo dunque società capaci di coesistere in modo giusto, dignitoso e per la vita. Uniamoci speranzosi difendendo e curando il sangue della Terra e dei suoi spiriti. Dedico questo premio a tutti i ribelli,  a mia madre, al popolo Lenca, al Copinh, ai martiri  che hanno dato le loro vite per la difesa del bene della natura. Molte grazie.”

 

Pubblicato in news, r-esistere | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Convegno internazionale dell’Ass.per l’Agricoltura Biodinamica 2016. La nostra casa comune.

Si è tenuto il 19-20 febbraio l’annuale convegno dell’Ass.per l’Agricoltura Biodinamica, un appuntamento sempre più significativo come importante momento di riflessione ed elaborazione del pensiero bio, per “La nostra casa comune”.

Nelle conclusioni finali tratte dal viceministro Andrea Olivero, dal presidente dell’ass.Biodinamica Carlo Triarico e Paolo Carnemolla presidente Federbio ,emerge l’importante crescita del settore produttivo bio. L’attuale governo identifica nel nostro comparto la prospettiva futura per tutta l’agricoltura, che troverà espressione nel prossimo PSR. Mentre si delinea un ideale di sviluppo per la nazione che integri agricoltura bio, patrimonio storico-culturale, eno-gastronomia, turismo e comunità vivente. Tutti fattori inalienabili (e soprattutto non esportabili) della nostra identità italiana. Questa prospettiva di sviluppo ha come risvolto una preoccupazione e un impegno per garantire la corretta formazione per le nuove aziende e parallelamente i livelli di controllo che possano garantire le giuste attese dei consumatori.

copertina

Pubblicato in news | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento