Tutti ci stiamo sensibilizzando ai temi climatici, e le banche che fanno?

La risposta è “INVESTONO SUI COMBUSTIBILI FOSSILI”!

In assoluta controtendenza i poteri occulti, è il caso di dirlo, perchè queste informazioni restano nascoste ai più, sostengono le società più inquinanti.

Dovremmo contrastare questa tendenza che va al passo con le peggiori ipocrite forme di globalismo, intraprendendo nuove azioni di denuncia e boicottaggio.

Per fortuna qualche voce fuori dal coro del silenzio ci informa: in questo caso dobbiamo un grazie a Matthew Allen di Swissinfo. di cui al link trovate l’articolo completo, ed i riferimenti originali ai dossier delle associazioni ambientaliste responsabili della ricerca.

Mentre nella foto trovate il volume degli investimenti delle principali 33 banche mondiali coinvolte.

https://www.swissinfo.ch/ita/economia/finanza-per-il-clima_banche-accusate-di-investire-fortemente-nelle-energie-fossili/44851498?utm_campaign=swi-nl&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o

banche contro il clima

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“Sicuro o no, Roundup è tossico per Bayer”, un articolo di der Spiegel.

“Sicuro o no, Roundup è tossico per Bayer” , questo è il titolo che der Spiegel dedica ai problemi che a poca distanza dall’acquisizione di Monsanto costata 63 miliardi di dollari, stanno provocando un vero e proprio “malditesta”(così lo definisce l’articolo)  alla multinazionale tedesca. Aver sottovalutato i costi finanziari delle cause legali e dei risultati economici della mobilitazione sta portando a chiusura di stabilimenti ed una ristrutturazione. L’articolo è in inglese e piuttosto lungo, vi stralcio e traduco una parte interessante che riporta l’opinione di un agricoltore Claus Comberg, che è convinto utilizzatore supertecnologico dei prodotti della multinazionale ma si dice critico rispetto alle possibilità future di questo tipo di agricoltura. http://www.spiegel.de/international/business/monsanto-merger-migraine-roundup-is-toxic-for-bayer-a-1247225.html der spiegel monsanto bayer (inizio citazione)“Claus Comberg è qualcosa come un agricoltore modello per Bayer. Un uomo che ha visto il mondo e ha persino lavorato negli Stati Uniti, ha lavorato con lui e il figlio nei pressi di Düsseldorf da diversi anni. Coltiva grano, colza, orzo e barbabietola da zucchero su circa 300 ettari (740 acri) di terra. Lui non ha bestiame. “È un bel lavoro”, afferma Comberg, aggiungendo che lui e suo figlio possono facilmente occuparsi della fattoria da soli. Questo perché lo stile dell’agricoltura impiegato da Comberg ha pochi legami con le idee tradizionali di semina, raccolta e manutenzione di campi e prati. Il suo orgoglio e la sua gioia sono una collezione di macchinari agricoli che vale milioni. Include una mietitrebbia completamente automatica controllata da computer e GPS che esce dalla sala e nei campi da sola, svolgendo il suo lavoro autonomamente. O trattori con pneumatici speciali sovradimensionati che compattano il terreno il meno possibile. Tirano gli irroratori che, con l’aiuto di dispositivi di misurazione micro-regolati, applicano solo la quantità di fertilizzante e pesticidi di cui le piante hanno effettivamente bisogno. L’analisi chimica del suolo è condotta per determinare tale quantità.

Una “DIPENDENZA PERICOLOSA” .  Comberg afferma che l’agricoltura redditizia non è possibile nella regione senza macchinari costosi, l’automazione e l’uso di semi adattati. Dice che i costi sono troppo alti, le aree sono troppo piccole e i prezzi sono troppo bassi. Come tale, dice, non c’è altra scelta che usare erbicidi come il glifosato. Ma anche Comberg ha una posizione chiara quando si tratta dei semi che la Monsanto produce. “Non userò semi geneticamente modificati nella mia fattoria.” Dice che la combinazione di semi modificati ed erbicidi progettati appositamente per loro crea una “pericolosa dipendenza da alcune grandi aziende” per gli agricoltori. Negli Stati Uniti e in America Latina, afferma, i prezzi, le quantità e i metodi agricoli utilizzati dagli agricoltori sono praticamente dettati dalle grandi società, con gli agricoltori spesso hanno poca scelta perché i loro terreni sono esauriti e ci sono pochi semi rimasti che cresceranno anche lì. “Non è il tipo di agricoltura che immagino si possa fare”, afferma Comberg.” (fine citazione)

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Il danno OGM all’ambiente e all’agricoltura biologica.

Spesso la prof.Cattaneo si è fatta portabandiera di una campagna di discredito verso l’agricoltura biologica, ed ancor più verso la biodinamica, in nome di una scienza che auspicherebbe altresì l’uso degli OGM. Tra l’altro avallando ipotesi di presenza innocua degli OGM nell’ambiente.

MA NON è COSì! Gli OGM hanno già danneggiato l’ambiente!

Vi spiego come. semplicemente, esponendovi fatti su cui ciascuno di noi può ragionare e trarre le conclusioni.

Il tema è quello del mais BT, uno degli OGM più diffusi.

Dunque : il parassita del mais che si vuole combattere è la piralide, un insetto che attacca il mais ed altre colture quali il peperone, ecc. Non solo le piante risultano danneggiate, ma le lesioni della piralide possono favorire lo sviluppo nella pianta di una micotossina estremamente tossica.

piralide e ogm

In agricoltura biologica, oltre ad altre pratiche volte ad inibire lo sviluppo iniziale del parassita, il principale presidio è costituito da preparati di Bacillus Thuringensis, un bacillo già presente in natura, uno solo dei quali una volta installatosi nell’apparato digerente della piralide, produce una tossina che porta a sicura morte l’insetto.

Come vedete l’agricoltura biologica è stata utile all’agricoltura transgenica, perche il mais BT si chiama così in quanto un segmento di dna del  Bacillus Thuringensis è stato inserito in quello del mais.

Dunque è la stessa cosa, si potrebbe obiettare, qual’è la nocività del mais OGM?

La differenza consiste nel fatto che il bacillo usato in agricoltura biologica, una volta raggiunto il sistema digerente dell’insetto continua a produrre la tossina fino alla morte della piralide.

Invece il mais BT transgenico, contiene solo la tossina, quindi se la piralide non ingerisce dosi sufficienti di mais BT sopravvive e sviluppa nelle generazioni successive una resistenza alla tossina stessa (una sorta di vaccinazione).

Ne sia riprova che nell’intento di ovviare a questo inconveniente si è cercato di produrre ulteriori versioni di mais BT (oggi siamo alla versione 5) dotate di maggiore presenza della tossina, ma il problema resta.

Come si può vedere una volta introdotto in natura (con grave miopia) questo mais BT si rischia di rendere resistenti le piralidi, anzichè eliminarle!

“Negli Stati Uniti, secondo l’Agenzia per la protezione ambientale alcuni insetti – tra cui la diabrotica – hanno iniziato a manifestare la resistenza al bacillus thuringensis, di cui un gene viene inserito nel mais GM – pari all’80% del totale coltivato in Usa – per evitarne l’attacco da parte degli insetti. Se il fenomeno dovesse propagarsi, l’impiego delle biotecnologie non basterebbe a evitare il ricorso alla chimica dei pesticidi.” (fonte il Fatto alimentare 11\05\2015)

E’ evidente che questa contaminazione è un danno per tutto l’ambiente ed in particolare per l’agricoltura biologica italiana, che, voglio ricordare è una delle più importanti al mondo ed è fonte significativa di esportazione oltre che di incremento di posti di lavoro, specialmente tra i giovani.

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I legami possibili tra glifosato e celiachia.

I primi studi a conferma che i veleni usati in agricoltura sono statisticamente in relazione con l’incremento di importanti fenomeni degenerativi della nostra salute!

Un articolo a firma di Beatrice Raso riporta alcune ricerche che dimostrerebbero la relazione tra l’uso del diserbante e la diminuzione degli enzimi digestivi e i batteri, l’alterazione delle pieghe mucose e la distruzione della struttura dei microvilli nella parete intestinale.

Le conclusioni dell’articolo sono pienamente condivisibili: “Morale della storia? Dobbiamo diventare “glifosato-free” e non glutine-free. E questo significa convertirsi al biologico, soprattutto quando si tratta di cereali e animali che si nutrono di essi.”

http://www.meteoweb.eu/2018/11/celiachia-glutine-glifosato-epidemia/1186681/?fbclid=IwAR2dUzESKUacXZTswmy9Wc5rNyxuwCQ8zEGbR8O2QDJprk9alVycCHIR0D

glifosato

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Civiltà al bagno.

Bill Gates investe 400 milioni di dollari in un progetto di un wc che non necessita di fognature. Può sembrare un tema risibile o di secondo piano, ma in realtà ha implicazioni importantissime per la salute delle popolazioni che vivono in situazioni igieniche critiche. WC senza fognature

Da RaiNews)

Ambiente, Bill Gates crea Wc del futuro, salverà 500mila bambini. Il filantropo miliardario, Bill Gates, ha presentato il water del futuro, ideato per le aree più povere del pianeta dove non sono realizzate delle fognature

07 NOVEMBRE 2018 Il fondatore di Microsoft, con un investimento totale di 400 milioni di dollari, vorrebbe evitare la morte di mezzo milione di bambini che avviene ogni anno a causa delle carenze igienico-sanitarie. Il water, che separa i liquidi dai solidi con una combustione chimica, permetterà di risparmiare 200 miliardi di dollari che gli Stati dove mancano le fogne sborsano tra spese sanitarie e perdita di Pil.”Non si tratta solo di qualità della vita, si tratta di malattie, morte e malnutrizione”, ha spiegato Gates, a capo della sua fondazione umanitaria, la Bill & Melinda Gates Foundation. Secondo l’Unicef, quasi 900 milioni di persone non hanno altra scelta che uscire all’aria aperta per i propri bisogni. In un paese come l’India, la mancanza riguarda ancora 150 milioni di abitanti contro i 550 milioni del 2014.

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Il sorpasso delle rinnovabili sulle inquinanti.

rai3 del 20\4\18 ha citato il dato degli investimenti mondiali in centrali rinnovabili attestato su 160 miliardi di dollari, rispetto ai 103 delle convenzionali. Confermando le proiezioni di inizio anno sulle prospettive future del settore.

Leggi l’articolo completo

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La plastica è dovunque, anche in noi!

LA PLASTICA NON SCOMPARE, DIVENTA SOLO Più PICCOLA. In un video di Orbmedia la disastrosa diffusione in microparticelle della plastica dovunque e in particolare nell’acqua del pianeta. E’ in inglese ma le immagini sono esaurienti.

https://orbmedia.org/stories/Invisibles_plastics

plastica dovunque

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Qui si annega nella plastica

plastica in mare 2Dai e dai il problema dell’inquinamento da plastica trova finalmente spazio nella grande comunicazione.

Oggi sul supplemento IoDonna del Corriere del 27 gennaio 2018 un articolo dal titolo “Qui si annega nella plastica” non permette più di girare la testa dall’altra parte. A nessuno. 

http://www.vasroma.it/qui-si-annega-nella-plastica/

plastica in marePurtroppo nell’articolo di Sara Moraca emergono le solite illusioni che sarà la tecnologia a salvarci e non la semplice eliminazione della plastica dalla nostra vita, mentre ancora vengono espressi dubbi sulla nocività dell’ingestione della plastica tramite la catena alimentare e cioè che non è provata la nocività dei cosiddetti  interferenti ormonali.

Ma su questi temi la gente non è facilmente raggirabile.

 

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Michael Pollan su “Microbiota e allattamento”

microbiota e allattamento“Per anni i nutrizionisti erano rimasti sconcertati nel constatare, nel latte, la presenza di alcuni oligosaccaridi, ovvero di carboidrati complessi che il neonato non è in grado di digerire, non disponendo degli enzimi necessari. La teoria evolutiva sostiene che ciascun componente del latte materno debba avere un valore per il bambino, altrimenti la selezione naturale con ogni probabilità lo eliminerebbe in quanto investimento improprio delle preziose risorse della madre. Ma allora perché produrre nutrienti che il piccolo non è in grado di metabolizzare? E’ emerso che gli oligosaccaridi si trovano nel latte non per nutrire il bambino, bensì alcuni microbi residenti nel suo intestino: la presenza di queste sostanze nella dieta assicura che nell’intestino proliferino e si insedino le specie batteriche ottimali – in particolare Bifidobacterium infantis -, prima che vi prendano piede personaggi meno raccomandabili.” (dal capitolo sulla fermentazione p.352 in “Cotto” di Michael Pollan)

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La posta in gioco è alta: il nostro futuro.

Può sembrare che parlare di tecnologia ed economia non riguardi l’ecologia.

Negli ultimi anni nel mondo occidentale sono stati installati un miliardo e mezzo di sensori in case, tv, auto apparecchi elettronici. ecc. a cui ci colleghiamo più o meno consapevolmente.

Ma ad ascoltare l’appassionata lezione del prof. Ugo Mattei, professore di diritto internazionale comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm Professor of International and Comparative Law, e professore di diritto civile all’Università di Torino, si viene presi minuto dopo minuto dalla vertigine di saperne di più e dalla contezza che si tratta di temi ineludibili per ciascuno di noi.

Si parla del mondo che si sta preparando con riferimenti del tutto diversi, in termini di diritto e diritti, da quelli abituali per noi europei, e verso i quali è indispensabile maturare una nuova consapevolezza.

Non si tratta di complottismo, ma di qualcosa che sta già accadendo sotto i nostri occhi, e di cui possiamo fare verifica diretta.

Ed essere preparati a quella che si configura come una nuova frontiera, nel  senso più inquietante del termine.

 

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