Carlin Petrini al XXXIII Conv.Agr.Biodinamica

carlo petriniA distanza di una settimana dalla conclusione del convegno permane la forte impressione del discorso di chiusura di Carlo Petrini, che con toni veramente drammatici ci ha richiamato alla consapevolezza del gravissimo rischio che il pianeta corre se non si cambia direzione.

Tre sono le evidenze che ha sviluppato con ricchezza di argomenti. La prima, la crisi che viviamo non é lineare, ma bensì una crisi entropica che in una realtà di risorse limitate non ha possibilità di essere superata senza un cambiamento profondo della società.

La seconda, il recupero della “valorialità” del cibo. Non soltanto nei suoi aspetti economici per cui apparentemente il cibo ha costi bassissimi, ma anche dalla considerazione delle “esternalità negative” (inquinamento, ecc.) attualmente scaricate sulla collettività. L’imperativo dell’esigenza di evitare gli  sprechi, in uno spirito di recupero della sacralità del cibo.

La terza, il mito del libero mercato, che si rivela disastroso per le economie locali, nel confronto con grandi realtà produttive straniere spesso sostenute nell’esportazione.

In conclusione, con toni anche inteneriti da ricordi personali, ha sottolineato l’importanza delle donne, non degli chef, nelle gastronomie nazionali, degli anziani detentori della saggezza, del passato, della storia  per la nostra identità.

 

 

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Una risposta a Carlin Petrini al XXXIII Conv.Agr.Biodinamica

  1. maria cagliari scrive:

    Giusto e sacro ciò che Petrini dice e predice da tempo ormai che chi deve intendere ora faccia !

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