L’utilità dei vegani, dei blogger e degli show-cooking.

biofera 1Venerdi 9 settembre ero alla Biofera di Canzo, una fiera storica del Bio alla 29.ma edizione (immagine a lato), mentre il giorno successivo sono andato al Sana di Bologna, l’evento nazionale per eccellenza. Ovviamente due realtà molto diverse ma utili per le considerazioni che scaturiscono dal confronto.

La Biofera si conserva negli anni quasi uguale a se stessa, dandoci la rassicurante sensazione di continuità delle cose che resistono nel tempo grazie alle buone radici: impostazione analoga, espositori nuovi e antichi, molti vecchi amici che mantengono saldo il loro credo verso il Bio o magari sono stati sostituiti dai figli. Il tutto con un forte legame con la comunità locale.

Il Sana, che confesso ho disertato per qualche anno per eccesso di presenza dell’industria alimentare, quest’anno sembra aver ritrovato una sua misura, un suo equilibrio che apre tuttavia una finestra sul futuro, visto che i numeri del Bio, specie nel nostro paese sono in forte crescita. Questo implica  che stiamo passando da un mercato di nicchia ad uno di massa. I pericoli di questo passaggio sono da tempo all’attenzione(ad es. al convegno annuale per L’agricoltura Biodinamica così si espressero il viceministro Andrea Olivero, in accordo col presidente dell’ass.Biodinamica Carlo Triarico e Paolo Carnemolla presidente di Federbio) nel timore di non poter garantire i giusti controlli al settore con questi ritmi di crescita.

Però questa crescita ha degli aspetti qualitativamente positivi: ad es. dagli stand è scomparso completamente l’olio di palma. Dunque il mercato ha dovuto tenere conto delle richieste dei consumatori che si stanno facendo più attente e culturalmente meno manipolabili.

Questi fattori di sviluppo qualificato si riconoscono nelle realtà espositive fortemente orientate ai prodotti vegani ed alla presenza di molti show cooking con cuochi e blogger al seguito.

Questi fenomeni hanno indubbiamente contribuito ad una  crescita consapevole del settore: il forte vento vegano ha soffiato nella vela degli interessi salutistici delle persone, mentre chef, blogger e varie trasmissioni televisive sul cibo hanno contribuito ad aumentare la cultura del cibo, la conoscenza funzionale delle materie prime e a facilitare l’approccio al cambiamento di alimentazione.

Non dimentichiamo che per anni ( e forse ancora adesso) nei negozi la gente a proposito del tofu ha chiesto: “…ma come si cucina?”.

Più in generale mi sento di poter concludere che tutto ciò ha prodotto consumatori meno passivi, e più convinti col proprio ruolo di poter determinare le scelte industriali verso il buon cibo che non consuma il pianeta.

Questa voce è stata pubblicata in coltivare, cucinare, eventi, mangiare, news, prodotti, r-esistere, ricette & ricettari, to bio or not to bio, veg e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>