Le 100 sfumature del verde-bio

dubbio alimentareMi fido o non mi fido. Dopo le accese discussioni seguite alla trasmissione sugli enti certificatori del bio di Report, alcune considerazioni come consumatore in funzione del fornitore. Al momento dell’acquisto qual è la scala di fiducia sulla natura biologica dei prodotti? Proviamo a ragionare:
1° livello (ovvio) alimenti autoprodotti, non si discute, ma devo saper coltivare bio (chi è causa del suo mal…),
2° livello alimenti acquistati direttamente da aziende personalmente conosciute, devo quantomeno avere grande fiducia nel produttore conosciuto, specie se dichiara di coltivare biologico senza avere certificazione
3° livello (A) organizzazioni di consumatori (GAS, Alveare, cooperative di consumatori), fiducia nella preparazione del responsabile del controllo sul produttore, a cui delego il controllo medesimo
3° livello (B) negozi biologici specializzati, si da fiducia alle conoscenze ed al rigore del negoziante di solito molto preparato sul tema e assolutamente interessato a tutelare il bene costituito dalla sua clientela
4° livello catene di supermercati biologici specializzati (Naturasì, Bio c’ Bon, ecc.), si da fiducia agli uffici acquisti e di controllo della qualità centralizzati, di solito rigorosi, mentre il personale in loco non sempre ha grande conoscenza\esperienza del settore
5° livello negozi non specializzati che offrono sia biologico che non biologico, realtà eterogenea che non indica una scelta precisa di campo da parte del negoziante, che non sempre è preparato. Qui comincia a diventare difficile fidarsi senza avere una conoscenza diretta dei prodotti, anzi a volte il venditore può avere conoscenze errate sul biologico, verso cui ha un atteggiamento spesso di puro interesse commerciale
6° livello supermercati non specializzati, con settori bio, anche qui non c’è una scelta precisa di campo e, viste le grandi dimensioni, eventuali problemi sul bio non vengono considerati molto significativi per l’azienda. Dunque sono i più esposti alle truffe, per i grandi volumi e la focalizzazione sul contenimento a volte esasperato dei prezzi.
Quest’ultima è la situazione che richiede massima competenza nel consumatore per discernere dalle informazioni in etichetta, dalla marca e direi …un certo fiuto che deriva dalla conoscenza se comprare o meno un prodotto.
Come vedete c’è una serie di …sfumature del verde-bio che mette in risalto l’importanza della preparazione del compratore, quanto più si allontana dal primo livello.
Fidarsi sempre o non fidarsi mai del nostro prossimo è impossibile. Perciò è importante conoscere la materia e valutare con oggettività la propria preparazione per non esporsi a situazioni a rischio, e semmai delegando a chi ne sa di più.
Molti anni or sono si coniò il termine consum-attore per sottolineare il ruolo più attivo che dobbiamo dimostrare nei nostri processi di acquisto.

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