Viti più resistenti ai parassiti. Perché non si diffondono?

nuove vitiEsistono viti a minore impatto ambientale che richiedono meno trattamenti perchè più resistenti ai parassiti? La risposta è si! Perché non si diffondono? Per tutelare il mercato.
Esistono molte varietà di viti, la Vitis vinifera, quella normalmente in uso subì un attacco gravissimo intorno al 1870 da parte della filossera, cui si ovviò ricorrendo agli innesti su viti americane resistenti al parassita.
Alla Vitis labrusca , più precisamente. Si tratta della varietà nota come Fragola o Isabella, da cui si produceva un vino “fragolino” che era molto popolare nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia, come tanti altri vini prodotti da uve di Vitis labrusca.
“Purtroppo” questi vini hanno un’alta produttività, un basso costo (non necessitano di tutti gli antiparassitari e concimi richiesti invece dalla Vitis vinifera con risparmi annuali di migliaia di euro) ma, secondo gli esperti, hanno una qualità minore.
Questo causava una concorrenza ai vini pregiati e DOC provocando un ribasso della qualità e dei prezzi e “il mercato europeo ne risentiva”.
Per questa ragione l’Unione Europea ha vietato la vinificazione dell’uva labrusca. Questi vini continuano ad essere prodotti e consumati senza problemi negli USA, in Svizzera, in Austria (gli austriaci non hanno tollerato che l’EU eliminasse un loro prodotto tipico e hanno preteso ed ottenuto una deroga a questa assurda legge).
Ma la ricerca va avanti e oggi sono disponibili per la coltivazione varietà evolute da questi innesti con ottime caratteristiche e ottima resistenza ai parassiti, e dunque necessitanti di non più di due-tre trattamenti all’anno (per chi vuole usarli) contro gli 8-10 o più, attualmente in uso.
Ce ne parla diffusamente con grande competenza Andrea Gabbrielli in questo articolo sul Gambero rosso (2015).

http://www.gamberorosso.it/it/component/k2/1022070-appunti-di-degustazione-i-nuovi-vini-da-vitigni-resistenti

SE IL CAMBIAMENTO NON AVVIENE, COME AL SOLITO IN REALTA’ LA RAGIONE E’ PURAMENTE ECONOMICA.

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