PER UN’AUTO DIVERSA. Non più status symbol, ma sopratutto condivisa.

Nasce un’altra opportunità di condivisione delle auto nella logica della sharing society.

La particolarità è costituita dal fatto che si tratta di una struttura informatica che gestisce le transazioni sostanzialmente tra privati, nata dopo alcuni tentativi infruttuosi pilotati da grandi aziende.

Cos’ha di diverso dal car sharing che conosciamo? O da BlaBlacar?

Si tratta di ottimizzare l’utilizzo delle auto, non offrendo solo passaggi , ma l’auto stessa per periodi brevi.

Se la mia auto è sempre in garage posso offrirla per il tempo in cui non la uso ad altre persone, prive di auto, per un corrispettivo decisamente più basso rispetto al noleggio.

La piattaforma applicativa, che gestisce il fenomeno, ricava una percentuale del 20% ed assicura la corretta gestione del rapporto, integrata anche della gestione dei feed back degli utenti, utili al controllo diretto del pubblico.

Una difficoltà (superata) è stata quella di trovare una formula compatibile con le leggi vigenti.

La formula è quella del ”rimborso spese per comodato d’uso”.

Lo scoglio maggiore (anche questo superato) è stato quello di trovare un contratto assicurativo (ed una  compagnia) che consentisse di coprire questo particolare rapporto.

Lorenzo Osti e Matteo Menarini, fondatori a Bologna di una neonata start-up, sono riusciti  nell’impresa.

La  loro società si chiama Auting ed è già attiva e funzionante a Milano. Provare per credere.

Altre esperienze analoghe negli Usa, in Germania e in Francia.

http://auting.it/come-funziona

auting

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