Il danno OGM all’ambiente e all’agricoltura biologica.

Spesso la prof.Cattaneo si è fatta portabandiera di una campagna di discredito verso l’agricoltura biologica, ed ancor più verso la biodinamica, in nome di una scienza che auspicherebbe altresì l’uso degli OGM. Tra l’altro avallando ipotesi di presenza innocua degli OGM nell’ambiente.

MA NON è COSì! Gli OGM hanno già danneggiato l’ambiente!

Vi spiego come. semplicemente, esponendovi fatti su cui ciascuno di noi può ragionare e trarre le conclusioni.

Il tema è quello del mais BT, uno degli OGM più diffusi.

Dunque : il parassita del mais che si vuole combattere è la piralide, un insetto che attacca il mais ed altre colture quali il peperone, ecc. Non solo le piante risultano danneggiate, ma le lesioni della piralide possono favorire lo sviluppo nella pianta di una micotossina estremamente tossica.

piralide e ogm

In agricoltura biologica, oltre ad altre pratiche volte ad inibire lo sviluppo iniziale del parassita, il principale presidio è costituito da preparati di Bacillus Thuringensis, un bacillo già presente in natura, uno solo dei quali una volta installatosi nell’apparato digerente della piralide, produce una tossina che porta a sicura morte l’insetto.

Come vedete l’agricoltura biologica è stata utile all’agricoltura transgenica, perche il mais BT si chiama così in quanto un segmento di dna del  Bacillus Thuringensis è stato inserito in quello del mais.

Dunque è la stessa cosa, si potrebbe obiettare, qual’è la nocività del mais OGM?

La differenza consiste nel fatto che il bacillo usato in agricoltura biologica, una volta raggiunto il sistema digerente dell’insetto continua a produrre la tossina fino alla morte della piralide.

Invece il mais BT transgenico, contiene solo la tossina, quindi se la piralide non ingerisce dosi sufficienti di mais BT sopravvive e sviluppa nelle generazioni successive una resistenza alla tossina stessa (una sorta di vaccinazione).

Ne sia riprova che nell’intento di ovviare a questo inconveniente si è cercato di produrre ulteriori versioni di mais BT (oggi siamo alla versione 5) dotate di maggiore presenza della tossina, ma il problema resta.

Come si può vedere una volta introdotto in natura (con grave miopia) questo mais BT si rischia di rendere resistenti le piralidi, anzichè eliminarle!

“Negli Stati Uniti, secondo l’Agenzia per la protezione ambientale alcuni insetti – tra cui la diabrotica – hanno iniziato a manifestare la resistenza al bacillus thuringensis, di cui un gene viene inserito nel mais GM – pari all’80% del totale coltivato in Usa – per evitarne l’attacco da parte degli insetti. Se il fenomeno dovesse propagarsi, l’impiego delle biotecnologie non basterebbe a evitare il ricorso alla chimica dei pesticidi.” (fonte il Fatto alimentare 11\05\2015)

E’ evidente che questa contaminazione è un danno per tutto l’ambiente ed in particolare per l’agricoltura biologica italiana, che, voglio ricordare è una delle più importanti al mondo ed è fonte significativa di esportazione oltre che di incremento di posti di lavoro, specialmente tra i giovani.

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